"La cucina è di per sè scienza. Sta al cuoco farla divenire arte"

28 marzo 2017

Crostata di Mele




...un classico....sempre speciale!!


per la merenda, per la colazione, per un dopo cena....sempre buona la crostata di mele



Procedimento:


Prepariamo prima di tutto la pasta frolla.
Facciamo sul piano di lavoro una fontana con 250 gr di farina OO e al centro mettiamo 125 gr di burro freddo a cubetti. Sbricioliamolo con le dita fino ad ottenere un composto simile al formaggio grana grattugiato.
Aggiungiamo un pizzico di sale, 125 gr di zucchero semolato e la buccia grattugiata di un limone bio. Amalgamiamo bene e ricreiamo la fontana. 
Al centro rompiamo un uovo intero ed un tuorlo. Amalgamiamo il tutto fino ad ottenere una palla di pasta che faremo riposare in frigorifero per circa mezz'ora avvolta in pellicola trasparente. 

Mettiamo da parte un terzo scarso di pasta e stendiamo quella rimanente fino a mezzo centimetro di spessore. Foderiamo il fondo di uno stampo da crostata sopra la carta forno.





Stendiamo sopra la pasta un generoso strato di marmellata di nettarine (o albicocche). Peliamo, sbucciamo e tagliamo a fette due mele renette o golden e disponiamole sopra la marmellata a raggiera.
Spalmiamo sopra le fette di mele poca gelatina di albicocca o poca marmellata in precedenza allungata con pochissima acqua.
Spolverizziamo con poco zucchero di canna e formiamo una grata con strisce di pasta messa da parte in precedenza 

Cuociamo in forno a 180 ° per circa 30 minuti.
A piacere spolverizziamo con zucchero a velo

17 marzo 2017

Ciambellone da colazione


Il classico ciambellone da colazione o per la merenda.....io me lo porto anche in ufficio!



Preparazione:

Mettere circa 80 gr di mirtilli secchi (o uvetta sultanina) a bagno con poca acqua in una ciotolina.

In una ciotola capiente rompere 3 uova intere e sbatterle con la frusta a mano con 200 gr di zucchero semolato fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungere un pizzico di sale, tre quarti di bicchiere di olio di mais o girasole, un bicchiere di yogurt bianco o alla frutta (circa un vasetto e mezzo...) e mescolare bene. Aggiungere 300 gr di farina OO ed una bustina di lievito per dolci setacciati insieme. Amalgamare il tutto. 
Scolare i mirtilli ed asciugarli con della carta da cucina assorbente. Aggiungerli all'impasto e mescolare molto bene.
Porre il tutto in uno stampo a ciambella in precedenza unto di olio ed infarinato.
Mettere in forno a 180° per circa 40 minuti.



Volendo  impiegare poco tempo, possiamo mettere tutti gli ingredienti insieme (tranne i mirtilli secchi!!!) in un robot da cucina ed azionare per mezzo minuto.
Versare l'impasto in una ciotola, aggiungere i mirtilli scolati e versare il tutto nello stampo a ciambella.


....buona colazione...

26 febbraio 2017

Frittelle di Carnevale con mele e uvetta



Tra mille ricette della tradizione, io faccio queste. Buonissime!!!!!






Procedimento:

Mettere a bagno su grappa o limoncello 150 gr di uvetta sultanina e mettere da parte.
In una pentola mettere 600 gr di acqua con 140 gr di burro e due pizzichi di sale, portare a bollore.
Appena bolle, togliere dal fuoco, aggiungere 500 gr di farina OO, mescolare bene e rimettere sul fuoco per almeno 3 minuti, fino a quando la farina comincia a staccarsi dalle pareti. Spegnere e far raffreddare un pò.
Aggiugere una alla volta 10 uova intere, poi aggiungere 120 gr di zucchero semolato e la buccia grattugiata di due arance bio. Poi aggiungere 2 mele a pezzetti piccolissimi ed una bustina di lievito per dolci. Amalgamare l'uvetta scolata.
Far riposare per 15 minuti.




Scaldare olio di arachide fino a 170 ° e friggere le frittelle versandole con due cucchiai o con il dosagelato.


Girarle durante la cottura e cuocere fino a quando diventano dorate da tutti i lati, ma soprattutto fino a quando "scoppiano" da sole liberando l'aria interna.



Scolarle su carta assorbente e spargere con zucchero a velo o passarle sullo zucchero semolato.

8 febbraio 2017

Radicchio di Treviso gratinato




Vi propongo uno dei mille modi per preparare il Radicchio di Treviso, questa meraviglia della natura e dell'uomo che nelle zone del Sile vicino Treviso da decenni ha letteralmente inventato questa prelibatezza partendo da una semplice Cicoria sbiancandola nelle acque del Sile e con un immenso lavoro arrivare sino al cuore!!







Preparazione:
partendo da un cespo di radicchio lavato, togliere la radice alla base e nella base stessa incidere in quattro o sei spicchi. Aprire ora la radice con le mani, ricavando quindi  quattro o sei spicchi.
Avvolgere sulla parte bianca di ogni spicchio una fetta di guanciale di Sauris. Disporre tutti gli spicchi su una pirofila, salare leggermente, disporre sopra le foglioline rosse un piccolissimo cubetto di burro e spargere il tutto con del buon formaggio grana grattugiato. Aggiungere un filo di olio ed infornare  a 180 ° per circa 15 minuto.
Servire caldissimo.


Il Musetto "petaisso"!!!



...Tipico secondo piatto veneto di pieno inverno.
Naturalmente parliamo del cotechino, chiamato Musetto nel basso Veneto perchè tra la carne dell'insaccato c'è anche il "muso" appunto del maiale.
Si dice che il musetto sia buono quando è "PETAISSO" cioè "peta" cioè è appiccicoso!!


...e di solito è appiccicoso quando è "di casa" non prodotto a livello industriale.
Noi da sempre possiamo "godere" di cotechini macellati dal nostro papà Angelo che seleziona personalmente le carni di maiali allevati come un tempo, non con i micidiali mangimi composti non si sa bene da cosa!!
L'ho preparato accompagnato da piselli al burro, patate arroste e ciuffi di Radicchio di Treviso gratinato.
I contorni che però meglio si accompagnano a questo tipo di carne sono il purè, la verdura cotta e la salsa al cren!! 



Io lo preparo così:
metto a bollire in una capiente pentola abbondante acqua, sopra metto una griglietta per la cottura a vapore e ci appoggio il cotechino. Se non si dispone di una pentola con griglia lo si può immergere normalmente dentro l'acqua, la cottura a vapore favorisce la fuoriuscita della parte grassa che non resta a contatto con la carne, ma si cuoce perfettamente anche in acqua.
Lo copro con una campana e lo faccio cuocere per almeno tre ore e mezzo/quattro. Se è immerso in acqua ridurre il tempo di un'ora.
Dopo la prima mezzora apro la campana e lo buco con uno stecchino in più punti per favorire la fuoriuscita del grasso e non far scoppiare la pelle, se il cotechino è immerso in acqua, lo buco comunque con una forchetta senza tirarlo fuori, per gli stessi motivi.
Dopo aver fatto questa operazione non aprire più fino al termine della cottura.
Trascorso il tempo, aprire la campana e partendo da un angolino tagliare la pelle, che una volta incisa in un posto dovrebbe togliersi facilmente tirandola. Toglierla subito quando il cotechino è bollente altrimenti non si toglie più... Tagliare a fette e consumare caldissimo accompagnato da contorni tipici ed un bicchiere di  un buon Raboso Piave!!


6 gennaio 2017

Risi e tochi





Altra ricetta della tradizione contadina veneta

Procedimento:

Tagliare a pezzi mezzo pollo, io ho usato un pollo ruspante allevato da Angelo.
In una padella di alluminio larga porre mezza cipolla bianca tritata finemente con tre cucchiai di olio evo ed un pò di acqua, cuocere per alcuni minuti a fuoco moderato, senza bruciare o far soffriggere troppo la cipolla. Aggiungere uno spicchio di aglio intero, due bicchieri di passata di pomodoro ed un cucchiaino di concentrato di pomodoro.
Posizionare sopra la cipolla i pezzi di pollo, rosolarli per bene da tutti i lati.
Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Salare con sale grosso. Aggiungere due bicchieri di acqua calda, coprire e far cuocere per circa due ore, se il pollo non è ruspante ma di allevamento cuocerò in meno tempo.
Mantenere il sugo molto liquido.



Quando il pollo sarà quasi cotto, togliere lo spicchio di aglio, aggiungere un pugno di riso per ogni commensale, io ho usato il Carnaroli del delta del Po, ma va benissimo anche il Vialone nano di Isola della Scala.
Mescolare delicatamente per non rovinare i pezzi di carne. Portare il riso a cottura eventualmente aggiungendo acqua calda se risultasse tutto troppo asciutto ed aggiustare di sale.
Servire caldissimo.


La Pinza veneta di Paola e Graziella


Ecco la versione di famiglia della Pinza veneta che si preparava un tempo, spesso ancor'oggi, per la ricorrenza dell'Epifania. Un dolce della tradizione contadina veneta e friulana.
In particolare si preparava per la sera del 5 gennaio quando si bruciava la "VECIA" posta sopra un Falò chiamato appunto "Pan e Vin" o "Casera".
Nei giorni precedenti  nei campi vicini alle case si costruiva la "Casera", un cumulo o  catasta di legna, sterpaglie secche e paglia, che poi  veniva accesa la sera del 5 gennaio all'imbrunire di fronte alla famiglia, ai vicini di casa e agli amici.
In cima si posizionava e si bruciava un fantoccio dalle sembianze femminili. Un modo con cui simbolicamente venivano bruciate le cose brutte dell'anno vecchio e si interpretavano nella direzione delle faville i buoni o meno buoni auspici per l'anno nuovo.



E tutti a gridare: "...el pan e vin.......a vecia su pa' l camin......!"

Nel frattempo era consuetudine consumare insieme la Pinza che ogni famiglia preparava secondo la propria ricetta con quello che c'era in casa, il tutto accompagnato da un bicchiere di Vin Brulè o di vino rosso.
Esiste la pinza fatta con il pane vecchio, quella con le mele, quella con la polenta, ecc.
Questa è la versione della famiglia Florean sapientemente preparata per molti anni da Paola e Graziella.



Procedimento:

Preparare un lievitino in una ciotola con 60 gr di lievito di birra, circa 150 ml  latte tiepido,  3 cucchiai di farina O ed 1 cucchiaio raso di zucchero semolato. Far lievitare per circa mezz’ora coperto.
In una “cagliera” di rame (paiolo), o in una pentola dal fondo spesso, versare 1/2 litro di latte intero e quando è caldo aggiungere 2 cucchiai colmi di strutto, 15 gr. di semi di finocchio, 2 pizzicotti di sale grosso e 160 gr di zucchero semolato. Mescolare ed aggiungere circa 215 gr di farina di mais (gialla o bianca ma non fioretto). Cuocere la polenta per circa 20/25 minuti, se serve, aggiungere del latte, deve risultare una polenta soda come quella che si taglia con lo spago. Far raffreddare.
Stendere la polentina sul piano da lavoro, allargare al centro e mettere 600 gr di uvetta grossa e piccola mista, 500 gr di fichi secchi spezzettati e senza picciolo, 300 gr di noci sgusciate e poco spezzettate, il succo e la buccia di 2 arance bio ed un bicchierino di grappa bianca. A piacere si possono aggiungere anche pinoli e nocciole spezzettate. Intorno mettere circa 400 gr di  farina OO, non esagerare…..Al centro mettere anche il lievitino. Ora usare le mani per amalgamare tutto con energia.



Amalgamare la farina intorno aiutandosi con circa 300 ml  di latte a temperatura ambiente. Non aggiungere troppa farina.
Dare la forma e mettere nella placca, formare dei tagli in superficie con un coltello ben affilato.



Far lievitare per almeno 2 ore nel forno spento e con la luce accesa.
Accendere il forno a 200°, porvi sul fondo un pentolino di acqua per umidificare durante la cottura.  Cuocere la pinza per 20 minuti, poi abbassare a 160°, coprire con stagnola  e continuare a cuocere ancora per circa 1 ora e 10 minuti. FARE PROVA STECCHINO!!


Un evviva alla Befanaaaaa!!!!




3 gennaio 2017

Salame di cioccolato



Un classico.......la scusa per farlo e per mangiarlo è quella di ......
"non si possono buttare tutte quelle briciole di biscotti che sono sul fondo del vaso".....!!
EH!!! E' solo economia domestica!!!
...e allora giù di salame!!


Ottima merenda per bambini e ragazzi



questa delicata e squisita versione l'ho avuta gentilmente da Nonna  Virginia!! 

Un particolare grazie di cuore, davvero buono!!


Procedimento:
Mescolare 100 gr. di burro molto morbido con 150 di zucchero semolato con una frusta  a mano, aggiungere poi 40 gr di cacao amaro in polvere ed  un uovo intero freschissimo, mescolare. Poi aggiungere 50 gr di mandorle tritate e 120 di biscotti sbriciolati non del tutto polverizzati (è bene lasciare qualche pezzo grosso..), a piacere aggiungere anche 50 gr di amaretti (al posto di 50 gr di altri biscotti).
Amalgamare bene e formare un salsicciotto che avvolgeremo in pellicola o carta forno e metteremo in freezer per almeno due o tre ore.
Per questioni  estetiche,  quando il salame è congelato si può sporcare di zucchero a velo per simulare la muffa bianca del vero salame!!

Tagliare a fette e servire.


E'anche un ottimo dopocena, da accompagnare con qualche sorso di Barolo Chinato...non per i bambini!!!!


...di seguito la foto di questa antica ricetta di casa di nonna Virginia...Grazie ancora!!



26 dicembre 2016

Il Pasticcio di Capriolo di Angelo



Sorpresa.....a Natale anche gli Angeli cucinano!!!


Udite udite, Angelo si è cimentato con qualcosa di mai fatto ....da lui.....il Pasticcio di Capriolo!!!
Una bontà!!!
Dopo aver elaborato l'idea, essersi informato....non ci è dato di sapere quale è la fonte....Angelo si è messo all'opera. 
E che opera!!!




Se è risultato un pò bruciato in superficie...non è colpa di Angelo... ma del forno!!!



Innanzitutto serve della buona polpa di capriolo, in questo caso cacciato direttamente tra le splendide montagne altoatesine, ad un chilogrammo di ottima polpa di capriolo bisogna aggiungere della buona polpa di maiale in egual peso, va macinato il tutto. Si procede a cuocere un normale ragù cominciando col mettere sul fondo di una pentola con olio evo, una carota, una gamba di sedano ed una  cipolla tritati insieme finemente, cuocere per circa un quarto d'ora. Aggiungere la carne mista macinata, far rosolare per bene, sfumare con un bicchiere di vino bianco ed aggiungere della polpa di pomodoro, circa 300 gr.. Salare, pepare e far cuocere a fuoco lento per almeno due ore, facendo evaporare lentamente tutta l'acqua.
Spegnere e far intiepidire.


Prepariamo la besciamella mettendo a scaldare un litro e mezzo di latte con dentro un bel pizzico di sale ed un pò di noce moscata macinata di fresco.

In un'altra pentola capiente facciamo sciogliere 180 gr di burro con 3 cucchiai di farina OO. Quando comincia a fare la schiumetta e diventa color nocciola, versiamoci dentro il latte caldo quasi bollente, mescoliamo con una frusta e facciamo cuocere alcuni minuti fino a quando si addensa la salsa. Aggiustiamo di sale e facciamo intiepidire.

Ora procediamo con la preparazione delle lasagne.
Sulla teglia partire con uno pò di besciamella, e poi con le sfoglie di pasta all'uovo, coprire con uno strato di ragù, poi alcune cucchiaiate di besciamella ed una spolverata di formaggio grana grattugiato.
Continuare poi con la sfoglia di pasta, ragù di carne, besciamella e grana. Dopo l'ultimo strato di pasta, sbriciolare una mozzarella fiordilatte sulla superficie, coprire con besciamella e grana abbondante. Prima di infornare a 200 ° porre sulla superficie alcuni fiocchetti di burro per favorire la gratinatura.
Cuocere per circa 1 ora e 15 minuti.
Servire caldissimo.


Ottimo

Complimenti ad Angelo!!!!!

5 dicembre 2016

Strudel di Mele



Un classico del periodo autunnale .......






Procedimento:

Preparare la pasta "matta" mettendo in una ciotola 105 gr di farina O con 45 gr di farina manitoba setacciate insieme (se proprio non avete la manitoba potete usare tutta farina O...), aggiungere un pizzico di sale ed un cucchiaio colmo di zucchero semolato. Fare una fontana e al centro mettere un uovo intero, 40 gr di burro fuso e tre cucchiai di acqua calda mescolando velocemente con le dita nella parte centrale amalgamando farina per non far cuocere l’uovo. 
Formare una palla sporcando con poca farina in più le mani per mescolare bene la pasta e lavorarla per circa otto minuti. 
Avvolgerla in una pellicola e far riposare la pasta in frigo per circa un’ora.


Nel frattempo preparare il ripieno sbucciando ed affettando sottilmente 5 mele,  metterle in una ciotola con due cucchiai colmi di zucchero semolato, la buccia di un limone bio, 50 gr di uvetta sultanina fatta rinvenire in precedenza con poca grappa, 50 gr di mandorle affettate (o noci spezzettate o pinoli) ed un pizzico di cannella in polvere. 
Amalgamare bene il composto.
Riprendere la pasta e cominciare a stenderla con il mattarello aiutandosi con pochissima farina. Ad un certo punto prenderla fra le mani chiudendole a pugno e con molta delicatezza cercare di allargarla con le nocche delle mani fino a renderla molto sottile, come un velo… Appoggiarla sul piano di lavoro, allargarla nei bordi che tenderanno un pò a stringere  e porre al centro il composto di mele lasciando intorno un bel bordo. Intorno alle mele spargere tre cucchiai di fette biscottate frullate (si possono utilizzare anche le briciole del fondo del barattolo di fette biscottate o biscotti soprattutto se poco zuccherati…). Cominciare a chiudere la pasta sopra le mele  ed arrotolarla  fino ad ottenere un bel salsicciotto.
Se avete difficoltà, appoggiate la pasta su di un canovaccio pulitissimo ed infarinato e chiuderla aiutandosi con il canovaccio, lasciandolo esternamente....
Porre il rotolo sulla placca del forno con carta forno anche piegandola ad uncino. Spennellare la superficie con del burro fuso ed un po’ di zucchero di canna.
Forno a 180 ° per  circa 30/35 minuti.
Servire con un ciuffo di panna montata.

4 novembre 2016

Torta al cioccolato e nocciole




....un'altra squisita torta con le Nocciole del Piemonte!!!





una vera tentazione tra cioccolato e nocciole tritate...






Procedimento

Tostate 100 gr di nocciole già sbucciate in forno a 180° per circa 10 minuti, se avete molte nocciole le potete tostare tutte e conservare in un contenitore chiuso. Mettere sul fuoco una pentola con acqua fino ad un terzo della sua capienza,  porre dentro un pentolino con  all'interno  230 gr di cioccolato fondente, 150 di zucchero semolato e 150 gr di burro, far fondere tutto a bagnomaria mescolando con una frusta delicatamente. Fate in modo che il bagnomaria bolla delicatamente e che non entri acqua nel cioccolato soprastante. Amalgamare il tutto e far raffreddare per cinque minuti.



Nel frattempo sgusciare 5 uova, mettere in una ciotolina i tuorli e sbatterli leggermente con una forchetta. Mettere gli albumi in una capiente ciotola e montarli a neve ben soda  con un pizzico di sale, con le fruste elettriche. 




Frullare 100 gr di nocciole con un cucchiaio di zucchero (questo serve per  far assorbire allo zucchero l'olio che si libererà dalle nocciole tritandosi, per non perderlo....)
Amalgamare le nocciole al composto di cioccolato, aggiungere anche i tuorli e mescolare il tutto molto bene.
Ora incorporare anche gli albumi molto delicatamente mescolando dal basso verso l'alto per non far smontare il tutto.
Porre il composto ottenuto in una tortiera da 24 cm di diametro ricoperta di carta forno, senza sbattere la tortiera sul tavolo per non far uscire le bolle d'aria incorporate con gli albumi. Spargere sulla superficie circa 70-80 gr di nocciole intere, meglio se private anche della pellicina.



Infornare a 180 ° per circa 20-25 minuti.
Fate raffreddare completamente e sformate il dolce, a piacere, spolverizzare con zucchero a velo.